La provincia di Parma ospita tra i più importanti e riconosciuti, a livello internazionale, prodotti gastronomici a Denominazione di Origine Protetta: il prosciutto crudo di Parma, il Parmigiano Reggiano e il culatello di Zibello. A questi, se aggiungiamo i prodotti a Indicazione Geografica Protetta, il salame di Felino, la coppa di Parma e il fungo di Borgotaro, possiamo tranquillamente affermare che Parma gode di una grande tradizione agroalimentare, grazie anche alle condizioni climatiche e un terreno fertile, così come tutta la zona occidentale dell'Emilia Romagna. Parma è anche sede del più famoso pastificio italiano (Barilla) e di tante altre industrie conserviere e alimentari, tra le quali la Mutti, che ne fanno una città con la qualità di vita tra le più alte della nostra penisola, posizionandosi al 10° posto (settimo per ricchezza e consumi) secondo la classifica redatta dal Sole 24 ore nel dicembre 2025.
Facendo un giro per il centro cittadino di Parma, dove possiamo ammirare il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta, con la cupola del Correggio e il bellissimo Battistero, il teatro Regio, il complesso monumentale della Pilotta e il Parco Ducale, è facile imbattersi in tanti negozi e locali che sciorinano forme invitanti di formaggio grana nelle vetrine e prosciutti appesi al soffitto. Tra le botteghe più antiche, non si può non visitare la storica prosciutteria Silvano Romani, in via Farini, cuore del centro storico, appartenente ad una famiglia di salumieri che dal 1965, con l'apertura della prima bottega a San Lazzaro, propone ai suoi clienti prodotti di qualità fatti di materie prime selezionate e lavorazioni tradizionali. Qui ti sapranno raccontare, far degustare e consigliare le loro leccornie: difficile uscire senza aver acquistato almeno un paio di prodotti tra insaccati e salumi (tra i quali la culatta e lo strolghino), formaggi, conserve, non solo locali, e anche dolci da forno, come la torta Susanna. A proposito di dolci, consiglio di provare la Torta Duchessa, formata da tre dischi di frolla alla nocciola farciti da crema zabaione e crema al burro, dedicata a Maria Luigia d'Asburgo, che fu duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla nella prima metà dell'800.
Meno conosciuti e ancor meno diffusi fuori regione sono i vini a Denominazione di Origine Controllata Colli di Parma. La DOC, creata nel 1982, include 47 comuni nel territorio compreso tra i fiumi Enza e Stirano, con un’ altitudine che varia da 200 agli 800 metri slm. I vitigni autoctoni maggiormente rappresentati sono il Malvasia, il Moscato Bianco (spesso in abbinamento con il Malvasia) e la coppia Barbera e Bonarda di solito usate in modo complementare. A questa produzione volta principalmente ai vini frizzanti, in cui si ritaglia un suo spazio anche il Lambrusco, si affiancano i vini fermi sia bianchi che rossi, in qualche caso anche con potenzialità di invecchiamento.
Il vino che ho acquistato e assaggiato è proprio un rosso "fermo", l'Aida dell'azienda Monte delle Vigne, annata 2022, in questo caso da uva Barbera (spesso è in blend con Bonarda), certificato da agricoltura biologica. Il nome del prodotto riporta una delle opere più note del famoso musicista e compositore Giuseppe Verdi, nato a Busseto, nella provincia parmense, qui giustamente omaggiato. La cantina Monte delle Vigne si trova al centro dei Colli di Parma, a Ozzano Taro. I vigneti si estendono tra il Parco Fluviale del Taro, il Parco Naturale dei Boschi di Carrega e la Riserva Naturale di Monte Prinzera, immersi in oltre 100 ettari di boschi, prati, laghi, rii d’acqua, calanchi e filari.
L'Aida rosso 2022, degustato a quattro anni dalla vendemmia, si presenta al calice con un colore rosso porpora; al naso richiama sentori vegetali e fruttati tipici del vitigno, con cenni di sottobosco e di piccoli frutti a bacca scura; al palato risulta secco, morbido, abbastanza equilibrato dai tannini arrotondati, di piacevole beva. Ottimo per accompagnare le tagliatelle emiliane con ragù di carne.
Non facilmente reperibile nelle enoteche e nei supermercti pugliesi, si può ordinare on line anche contattando direttamente l'azienda o tramite i siti dedicati. Io l'ho comprato durante un soggiorno a Parma, presso un supermercato cittadino, in "offerta" a 12 euro, ma il suo prezzo in rete si aggira intorno ai 14 euro a bottiglia (75cl.).
Paolo Bargelloni
Taranto, 20 ottobre 2026
Fonti: Monte delle Vigne.it ; Quattrocalici.it.