C’è un filo sottile che unisce storie, territori e generazioni. È il filo che passa attraverso la tavola, attraversa il calice e diventa racconto condiviso. Per il 2026 l’Associazione sceglie un tema universale e trasversale: “Donne, Vino, Cibo”.

Il cibo è gusto e passione, ma è anche cultura e identità. È simbolo di appartenenza, un linguaggio comune che unisce popoli e tradizioni. Racconta territori, custodisce memorie, trasmette saperi. Insieme al vino rappresenta un potente motore per l’enoturismo e per la valorizzazione delle comunità locali, generando economia, relazioni e opportunità.
Ma oggi la parola “cibo” ha assunto un significato ancora più profondo. Non è soltanto piacere della tavola: è nutrimento, diritto, sopravvivenza. Porta con sé un valore politico, culturale e umano che richiama alla responsabilità. Parlare di cibo significa parlare di equità, accesso, sostenibilità. Significa interrogarsi sul modo in cui produciamo, consumiamo e condividiamo le risorse.
In questa prospettiva, “Donne, Vino, Cibo” diventa il racconto di una visione che unisce tradizione e innovazione, cura e consapevolezza, attenzione all’ambiente e alle persone.
«Il vino e il cibo sono strumenti di cultura, dialogo e responsabilità – dice Daniela Mastroberardino, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino – Come Donne del Vino sentiamo il dovere di custodire le tradizioni, ma anche di guidare il cambiamento verso modelli più sostenibili, inclusivi ed equi. Attorno alla tavola si costruiscono relazioni, si rafforzano le comunità e si immagina il futuro. Vogliamo che questo tema diventi un percorso condiviso, capace di unire territori, generazioni e competenze in una rete sempre più forte di consapevolezza e collaborazione».
Il concept del logo 2026
Federica Cecchi, architetta e wine designer, racconta la nascita di “Donne, Vino, Cibo”
«Per il 2026 ho immaginato la Donna del Vino come simbolo di sostenibilità e consapevolezza. Ho voluto rappresentare un legame armonico tra natura, alimento e creatività femminile, trasformando ingredienti semplici in un linguaggio visivo capace di raccontare valori profondi.
Gli elementi scelti sono due: broccoli e spaghetti. Non una ricetta, ma una metafora.
Il broccolo richiama salute, benessere e attenzione alla qualità del cibo: è un alimento ricco di proprietà nutrizionali, simbolo di un’alimentazione consapevole e di un equilibrio tra tradizione e innovazione.
Lo spaghetto, icona della cultura gastronomica italiana nel mondo, rappresenta convivialità, semplicità e identità. Nel logo diventa un filo conduttore: crea movimento, unisce, costruisce legami. È segno grafico, gesto dinamico, elemento che trasforma il quotidiano in arte.
La Donna del Vino 2026 si adorna di vegetali, danza con la natura, gioca con le forme. Verdure e spaghetti diventano simboli di energia, creatività e responsabilità. Il vino accompagna e completa questo racconto, esaltando il cibo e richiamando il profondo legame tra territorio, lavoro umano e cultura.
Sostenibilità e consapevolezza non sono solo scelte etiche, ma stili di vita. Nel logo diventano armonia e movimento: una figura femminile che guarda al futuro, promuove inclusione e dialogo culturale e si unisce idealmente ad altre donne in una rete globale di collaborazione ed empowerment. “Donne, Vino, Cibo” si traduce così in un’immagine che unisce scienza, emozione, identità».

Associazione Nazionale Le Donne del Vino